COME HO INIZIATO A RECITARE

Quando ero bambino non avevo un sogno preciso, mi piaceva imitare i personaggio dei film che vedevo. Un giorno ero Zorro, l’altro Spider Man, il successivo qualche altro eroe mascherato… Giocavo a calcio ed ero convinto che quella probabilmente sarebbe stata la mia strada. Poi un giorno ho visto il film Street Dance Fighters e tutto è cambiato. Mi sono innamorato dell’hip-hop e ho deciso di iscrivermi ad una scuola di ballo. Qualche tempo dopo la mia insegnante Silvia Ferraris mi ha suggerito di fare un corso di musical.

Così sono entrato per la prima volta a contatto con l’arte della recitazione. L’ho subito amata. Dopo due anni Silvia mi ha consigliato di iscrivermi ad un’agenzia per attori di cui aveva sentito parlare molto bene, Studio Emme. Da quel momento sono entrato a far parte della grande famiglia di Sergio e Sara Martinelli. Lavorativamente parlando sono il meglio che mi potessi augurare e in brevissimo tempo ho stretto con loro anche un rapporto di amicizia e profonda fiducia. Un anno dopo avevo ottenuto la mia prima parte: Max nella serie Disney Life Bites 7. Da quel momento mi sono trovato catapultato in un mondo che non conoscevo e che, a dir la verità, all’inizio quasi mi spaventava. Ma grazie alla mia famiglia, che mi ha sempre sostenuto in tutto, ai miei amici e alla mia agenzia tutto è andato per il verso giusto. Ho conosciuto moltissime persone che mi hanno aiutato a crescere e a migliorarmi personalmente e professionalmente.

La mia vita è cambiata radicalmente, ma per molti versi è rimasta uguale. Mi sento molto fortunato: faccio un lavoro che non potrei amare di più e starei sul set per ore senza stancarmi mai. Recitare mi dà la possibilità di esplorare me stesso, esprimermi senza limiti e vivere infinite vite diverse. Non c’è nulla di più bello che mettersi alla prova nel portare in scena un personaggio diverso da sé stessi e dargli vita. Quella passione nata per caso è diventata di vitale importanza per me. Sono arrivato dove sono ora per una serie di fortunati eventi, nulla è stato pianificato a tavolino o preventivato, semplicemente tutto ha funzionato nel modo giusto e ho trovato la mia strada.

Devo dire che mi fa uno strano effetto firmare autografi o scattare foto perché ancora mi imbarazzo. In fondo sono piuttosto timido, ma mi fa molto piacere sentirmi sostenuto in quello che faccio da così tante persone. Rimango con i piedi ben saldi a terra e continuo a considerarmi un ragazzo normalissimo che ha la fortuna di fare il lavoro migliore che esista. Sento di dover ringraziare le persone che mi hanno aiutato nel raggiungere questi primi traguardi: la mia famiglia, i mie amici, Silvia Ferraris, Studio Emme e tutti voi che mi seguite e sostenete. Grazie.

Riccardo Alemanni